giovedì, 01 febbraio 2007



Field Music - Tones Of Town (Memphis Industries/V2) – indiepop  - ***1/2

 

I fratelli Peter e David Brewis, insieme al tastierista Andrew Moore, formano i Field Music, un talentuoso trio experimental pop di Sunderland, nel Regno Unito. Dopo un esordio omonimo ed una raccolta di b-sides ed inediti (Write Your Own History), il secondo album “ufficiale”, Tones Of Town, prosegue con successo il percorso intrapreso dalla band. Non si può fare a meno di notare certi richiami anni ’80, band del calibro di XTC e Genesis (quelli di Peter Gabriel), andando ancora più indietro si potrebbe finire nel pop inglese anni ’60. Richiami, dicevamo, perchè la formula Field Music comprende tanto ed altro ancora. Innanzitutto la sperimentazione, questa è la cosa più importante, probabilmente facilitata dall’assenza di pressioni o richieste, o modifiche che a volte le etichette discografiche impongono, infatti quest’album, come anche i precedenti lavori, è completamente autoprodotto, e registrato, tra l’altro, nel proprio studio, l’Eight Music. Originali ed intelligenti, ben scritte ed arrangiate, le canzoni di Tones Of Town scorrono via con piacere, i giochi di voce, i motivetti, cori e controcori, suoni synth e pianoforte, le chitarre allegre,… in certi casi anche gli archi.  Sarà uno dei migliori album del 2007? È presto, si vedrà.

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giovedì, 01 febbraio 2007




Of Montreal - Hissing Fauna, Are You the Destroyer? (Polyvinyl/Goodfellas) – indiepop - ***1/2

 

Ottavo album per la band psych-synth-pop di Athens. Sulla scena indie mondiale da circa dieci anni, album dopo album, i cinque statunitensi capitanati da Kevin Barnes si muovono sempre di più verso suoni synth e battute dance, ma anche in quest’occasione di sicuro non manca la varietà di genere. Di inalterato, rispetto al passato, c’è l’amore per il sixty-pop, un amore che non tramonta mai (avete presente Brian Wilson e soci?). Dodici tracce di materiale elettrizzante, una miscela perfetta di stili, dal rock di Suffer for Fashion al disco-funky di Gronlandic Edit, dal kraut di The Past is a Grotesque Animal al synthpop di Heimdalsgate Like a Promethean Curse. Ed il titolo dell’album, Hissing Fauna, Are You the Destroyer?, sarà una provocazione o un urlo ambientalista? Sempre più maturi, gli Of Montreal, sembrano non sbagliare più un colpo, esperti, si muovono con naturalezza in tutti gli ambiti e le sfumature del pop moderno. Già col precedente, The Sunlandic Twins, avevano dato l’idea di questa spontaneità, traspare facilmente nelle loro canzoni il divertimento che si prova nel far musica. Ancora un colpo vincente messo a segno da questo abile quintetto, un’altra prova di qualità.

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giovedì, 01 febbraio 2007



The Shins – Wincing The Night Away (Subpop/Audioglobe) - indiepop - ***1/2

 

Puoi pensare all’etichetta Subpop senza farti venire in mente solo il periodo grunge? In questo ti aiutano gli Shins, che bisogna dire sono bene accompagnati da nomi validi come Rogue Wave, Wolf Parade, Iron and Wine, Comets On Fire, Wolf Eyes, ecc.. Arriva dopo una lunga attesa (ben quattro anni) il terzo disco della indiepop band di Portland capitanata da James Mercer. Due illustri nomi hanno collaborato alla realizzazione tecnica di Wincing The Night Away: Phil Ek (Modest Mouse, Built to Spill) e Joe Chiccarelli (Beck, Rufus Wainwright, Brian Wilson). I brani risultano coinvolgenti, dinamici, ricchi di estro e ben curati, emozionanti, non privi di finezze. La formula powerpop raggiunge la perfezione, e con quest’ultimo lavoro, non si fa fatica a dirlo, c’è un ulteriore salto di qualità. La band probabilmente raggiungerà la consacrazione e arriverà a farsi conoscere ad un pubblico ancora più ampio. Ancora di più? Ma gli Shins non erano quelli che avevano venduto più di un milione di copie? Già, sono loro. E in Italia, chi li conosce? Non lo so, non ho chiesto in giro, ma tra la partecipazione alla colonna sonora di un film (La Mia Vita a Garden State) e quella di un telefilm (The O.C.), di sicuro il nome, almeno tra i teenagers, circola  già.

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