venerdì, 27 aprile 2007



Kech – Good Night For A Fight (Black Candy/Audioglobe) - indiepop - ***1/2

 

Nuovo album per la band indiepop lombarda Kech. Dopo importanti esperienze in tour (in Italia, ma anche all’estero) e dopo due buone prove con i precedenti album, il nuovo e terzo disco Good Night For A Fight (il secondo targato Black Candy) sembra proporci un’ulteriore indicazione riguardo le buone qualità del quintetto monzese. Dieci brani pop cantati in lingua inglese, dove la voce, molto gradevole, è quella di Giovanna Garlati, a cui si aggiunge (novità) quella del chitarrista Nicola Perego. Melodie fresche, vivaci, immediate, ritmi allegri in brani spesso contagiosi, dal sapore british, oltre che stelle e strisce. Non mancano, poi, momenti riflessivi e di maggiore ricercatezza, ed è proprio per questo che il disco sembra ben riuscito. Irresistibili sono canzoni come l’allegra e coinvolgente Tidoung e la stessa Good Night For A Fight che dà il nome all’album, l’emozionante The Coup, la sensibile quanto elegante track di chiusura Things. Una sola parola: irresistibili.

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venerdì, 27 aprile 2007
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Ceephax – Volume One (Rephlex) – electronica, experimental - ***

 

Da un artista proveniente dall’etichetta di AFX Aphex Twin voi cosa vi sareste aspettati? Ti fermi a guardare quella foto in cui Ceephax è seduto su una sedia in una piccola stanza, circondato da tastiere synth e tastierine, mixer e fili ingarbugliati e vari aggeggi un po’ vintage ed un po’ artigianali, e pensi subito che ti trovi di fronte ad un malato di febbre elettronica, un feticista del suono sintetico. La foto, molto curiosa, rende subito il personaggio simpatico. C’è da dire che Andy Jenkinson, fratello del noto Squarepusher, non ha avuto originalità nello scegliere il titolo per il suo album. Stessa cosa si può dire delle sue composizioni, carine, ma non particolarmente impressionanti, ed oltretutto un po’ ripetitive. Alle battute elettroniche (spesso veloci) si accompagnano e si fondono rumorini, interferenze, distorsioni, irregolarità a volte esplicite e a volte quasi impercettibili. Il problema, allora, è forse aspettarsi qualcosa in più? Tutto sommato un lavoro discreto.

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venerdì, 27 aprile 2007



Lush Rimbaud - Action From The Basement (Bloody sound/fromScratch/Sweet Teddy) - noise, garage - ***1/2

 

Album ufficiale e d’esordio per la band marchigiana Lush Rimbaud, oltre trentaquattro minuti di violenta agitazione elettrica. Dopo alcuni cdr autoprodotti ed un 7”,  arriva (con la coproduzione di ben tre etichette) Action From The Basement, disco composto da otto tracce, vere e proprie scariche elettriche. Tommaso Pela (voce e chitarra), insieme a David Cavalloro e Marco Giaccani (rispettivamente chitarra e basso, oltre che voci) e a Michele Alessandrini (batteria),  pare abbiano le idee molto chiare di cosa voglia dire suonare della buona musica. La band, formatasi a Falconara nel 1998, sembra muoversi nella giusta direzione. Brani altamente coinvolgenti come Action/Basement o Are You Sure That Totally Insured Means Totally Insured? solo per fare alcuni nomi o la magnifica track di chiusura, più tranquilla ma non per questo meno malata, Flashing Elevetor. Sono questi tutti indizi che fanno capire quanto il disco in questione sia valido, indubbiamente un buon esordio.

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mercoledì, 18 aprile 2007


The High Llamas - Can Cladders (Drag City / Wide) - Indiepop, sixties - ***½

 

Sean O’Hagan, carismatico leader nel progetto High Llamas, ha un passato musicale di tutto rispetto, una gavetta ed un curriculum che parte fin dagli anni ’80, all’interno della scena indie, fu chitarrista nella band Microdisney, nome che forse vi dirà poco…, di discreta qualità. Poi, subito dopo, intraprese la carriera solista, facendo ricerche ed esperimenti tra il pop ed il cantautoriato, la psichedelia, ma anche l’elettronica, dischi dove da solo, in realtà, non è mai stato, perché accompagnato da fidati collaboratori quasi fissi (Marcus e Dominic) oltre che da ospiti occasionali importanti come Brian Wilson, Jimmy O’Rourke, o gli Stereolab, gruppo in cui per un periodo ha anche fatto parte. Quest’ultimo disco, il sesto targato High Llamas, riprende contatto col passato, ritornando così allo stile delle origini, ispirandosi ai ’60 e ‘70, con cori vocali femminili, e negli stumenti: troviamo archi, piano, hammond, basso, batteria e chitarra, oltre ad una leggera elettronica. Delicato e ben curato, album ricco di personalità.

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mercoledì, 18 aprile 2007


Radicalfashion – Odori (Hefty) - experimental, electronica, glitch - ***½

 

Disco semplice ma complesso allo stesso tempo. Semplice, dicevamo, perché di partitura non particolarmente difficile, e complesso, come natura, espressione, temperamento, come messaggio, come ricerca dei suoni e degli ambienti. Ci impressiona così, con la sua sperimentazione, Hirohito Ihara, compositore, pianista giapponese di formazione classica conosciuto in questo progetto col nome di Radicalfashion. È la sua opera prima, Odori, un miscuglio di interferenze, ricerche, frammenti elettronici, pianoforte, voci, visioni confuse e a tratti nitide, emozioni, turbamenti, flashback, pensieri discostanti. Per farvi un’idea del livello di esperimento, pensate ai più famosi Books, o, volendo rimanere in Giappone, a Tujiko Noriko. Sono artisti originali anche e quindi diversi da Hirohito, ma hanno uno stile somigliante. Può convivere tutto quello qui descritto all’interno di un solo disco? Certo, è sicuro, basta non rinunciare all’immaginazione, basta chiudere gli occhi ed ascoltare, tu cosa vedi?

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mercoledì, 18 aprile 2007


Patrick Wolf - The Magic Position (Loog / Universal) - indiepop, electronica - ****

 

Se siete anche voi fra quelli rimasti sensibilmente affascinati da Wind is the Wires, secondo album del giovane cantautore britannico di origini irlandesi Patrick Wolf, non farete certo fatica ad accogliere il suo nuovo ed entusiasmante terzo lavoro, The Magic Position. Si riparte! La formula espressa (sempre più materia pop) non manca certo di raffinatezza e qualità, abbandona, per certi versi, il lato scuro prevalente nel passato. Piacevoli e ben elaborati gli interventi di natura elettronica, così come il suono di strumenti classici appartenenti alla famiglia degli archi. Tratti malinconici e di meditazione (come in The Bluebell) si scontrano con gioia, rinascita e senso di libertà, canzoni allegre e spensierate dai ritmi sostenuti (Accident & Emergency ad esempio, ma anche Overture). Ospite prestigiosa di questo disco è Marianne Faithfull, in duetto con Patrick nel brano Magpie, dove i due ci regalano una grande prova attraverso splendide voci accompagnate da pianoforte e viola. Emozionante, un disco di grande qualità.

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categoria:musica, recensioni, indie, patrick wolf, 2007