domenica, 03 giugno 2007



Electrelane - No Shouts, No Calls (Beggars Banquet/ Too Pure) - indierock - ***1/2

 

Quarto disco per la band indie di Brighton. Le Electrelane sono quattro ragazze capaci di suonare nei modi più diversi, ne sono testimonianza i loro album, tutti in qualche modo differenti. Il passaggio attraverso i generi ed i repentini cambi di direzione le hanno portate a passare nel tempo dal garage all’indiepop, dal kraut al post-rock, senza però perdere mai e in nessun modo la propria identità. Registrato quest’estate a Berlino, No Shouts, No Calls sembra voler esprimere un indierock, a tratti pop, dai risvolti malinconici,  perfetta armonia dei suoni ed un equilibrio a volte spiazzante, molto lontano dalle improvvisazioni in presa diretta del precedente Axes (2005). La magnifica To The East sembra la canzone perfetta, con tanto di cori e ritornello accattivante, in Between The Wolf And The Dog, invece, troviamo più spazio per la sperimentazione con passaggi vicini alla psichedelia. Un songwriting più maturo ed uno spirito più pacato (ma comunque folle) in un disco affascinante.

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domenica, 03 giugno 2007



Shannon Wright - Let In The Light (Vicious Circle / Wide) - pop, songwriting - ***1/2


Qualcuno sa dirmi cos’è successo di recente nella vita di Shannon Wright? Alcuni parlano di maturità, altri di maternità. Se pensiamo all’ultimo disco solista, Over The Sun (2004), al suo suono rabbioso di una chitarra elettrica e ad una batteria, ci ritroviamo indubbiamente spiazzati. Indizi su un certo mutamento si erano potuti percepire attraverso l’album del 2005 in coppia con Yann Tiersen, ma per stessa ammissione di Shannon, l’ultimo disco, quello che fra breve andremo ad analizzare, è la naturale prosecuzione di un cammino artistico e non ci sono particolari influenze. Ok, se lo dice lei…. Con Let In The Light la rabbia si smarrisce per ritrovare un po’ di serenità, il pianoforte, spesso presente, accompagna una splendida ed emozionante voce. La leggerezza dei suoni e la malinconia del vivere espressi in undici perle cantautoriali tra il classico ed il pop. Ascoltando You Baffle Me non si può che restare ammaliati, mentre Don’t You Doubt Me ci ricorda ancora un po’ il passato. Meraviglia e piacere.

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domenica, 03 giugno 2007



The Clientele - God Save The Clientele (Merge) - indiepop - ***1/2

 

Recita il titolo di questo album “Dio salvi i Clientele”, mai frase fu più giusta. Il dream pop strizza l’occhio agli anni sessanta, così può capitare di perdersi all’improvviso, ritrovarsi scaraventati in paesaggi lontani, prati soffici su cui correre e poi scivolare, senza farsi male, sentirsi rassicurati, tutto deve ancora succedere, l’attesa è dolce e malinconica in egual modo. Tornare in pace con noi stessi, per alcune decine di minuti, durante l’ascolto di questo album, potrai intuire che ne vale la pena, indubbiamente. Un pop adulto ed elegante, di grande stile, più immediato rispetto al passato, attraverso strutture più leggere. Ancora una volta capaci di stupirci i Clientele, con un disco che sa di autunno e allo stesso tempo di primavera, attraverso riflessioni e meditazione, speranze e dolci risvegli. Capaci di rinnovarsi senza rinunciare al loro credo, allo stile che li contraddistingue da quasi dieci anni. Ogni loro disco un piccolo capolavoro, un gioiello da custodire.

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