martedì, 02 dicembre 2008



Deerhoof - Offend Maggie (Kill Rock Stars) – indierock, alt-pop - ***1/2



La band di San Francisco, più in forma che mai, dopo circa un anno di distanza dal precedente Friend Opportunity, ritorna per proporre un nuovo affascinante album. Il quartetto capitanato da Satomi Matsuzaki (bassista, voce fanciullesca…) realizza quattordici tracce di gradevole sperimentazione indie. La linea melodica, certamente più presente che nel passato, interagisce con giochi introversi. Incontri fra loop, on e off, interferenze noise, cantilene teen, funky wave su tappeti volanti post-rock, una giostra di vivacità aggressiva dove è difficile non restare coinvolti. In questo paesaggio ritroviamo canzoni come The Tears And Music Of Love, ottima track d’apertura di pura espressione indierock, l’ossessionante e originale alterative pop di Basket Ball Get Your Groove Back, l’adrenalinica Eaguru Guru, la provocatoria e sperimentale noisetronica This is God Speaking, e per ultima la mutevole e visionaria Jagged Fruit. Un disco molto piacevole, consigliato.
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martedì, 02 dicembre 2008




Psapp - The Camel's Back (Domino) – folktronic, pop - ***1/2



Dietro il nome Psapp si nascondono due talentuosi artisti inglesi, Carim Clasmann (chitarrista, produttore) e Galia Durant (voce, tastiera, violino). Il duo in passato è divenuto famoso per aver prestato delle canzoni al mondo dei telefilm americani di successo. Sono inoltre noti per aver sviluppato un certo tipo di pop elettronico.  The Camel’s Back, il loro terzo disco, appare fin dai primi ascolti un lavoro ben riuscito, ricco di stile, probabilmente più sobrio rispetto al passato. Un album più maturo, ma non per questo meno originale, indubbiamente differente. L’impronta elettronica appare così meno invadente ma sofisticata, ricca di campionamenti, glitch, effetti micro, suoni di tastiere giocattolo, apparentemente più minimale, lasciando spazio ad un lato acustico e folk, all’incontro con la tradizione. Splendida la voce di Galia, perfettamente in sintonia con lo stile. Tra le canzoni spicca Somewere There Is A Record Of Our Actions. Decisamente un buon disco.
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martedì, 02 dicembre 2008




Women – Women (Jagjaguwar) – noisepop, lo-fi - ***1/2



Primo ed omonimo album per il quartetto canadese Women, trenta minuti di pura e ribelle espressione artistica, distorsione e contaminazione in scenari lo-fi, dove apprezzabili melodie pop abbracciano incontrollate aggressività noise. Provate ad immaginare i Jesus and Mary Chain insieme ai Pavement e ai Love. Proposto inizialmente solo per il mercato canadese dall’etichetta Flemish Eye, questo disco, dopo pochi mesi, è stato scoperto e riproposto ad un pubblico più largo dall’etichetta Jagjaguwar. La registrazione, volutamente vintage e in bassa definizione, è ad opera di Chad VanGaalen. La prima canzone è Cameras, un intro che lascia apprezzarsi già da subito, un garage pop della durata di un solo minuto. Con Lawncare sembra di sentire i più noti Animal Collective, con Woodbine abbiamo un ambient dalle sfumature quasi impercettibili. Qualche traccia più avanti troviamo Group Transport Hall, in vero stile anni sessanta, con Flashlights il rumore acquista una grande dignità. Da giudicare solo dopo ripetuti ascolti, un disco di carattere.
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sabato, 28 giugno 2008



Islands - Arm's Way (Anti) - indiepop, experimental  -  ***1/2

 

C’era una volta in Canada, a Montreal, una indie band conosciuta nella scena per le sue grandi qualità, gli Unicorns. Un brutto giorno, come spesso accade, il gruppo si sciolse. Dalle ceneri nacquero gli Islands, e dei vecchi tre componenti, abbandonato Alden Ginger, rimasero Nicholas Thorburn (alias Nick Diamonds; voce, chitarra, tastiere) e Jaime Thompson (alias J'aime Tambeur; batteria). Dall’anno della formazione, il 2005, diversi altri nomi hanno preso parte al progetto, sia nella registrazione dei brani che nei live, tra i quali vi sono Alex and Sebastian Chow, Jim Guthrie e i rapper Subtitle and Busdriver. Dopo il debutto nel 2006 con Return To The Sea, un album molto gradevole e ricco di sperimentazioni, il nuovo, Arm’s Way, vede cambiare in parte la formula e gli ingredienti che rendevano unica e magica la loro musica. Meglio? Peggio? Chi può dirlo, dipende dai gusti. Di certo si possono notare le contaminazioni psychspacepop di tipo Mercury Rev, la presenza di strumenti orchestrali e una leggera perdita di quel lato giocoso che contraddistingueva la band. Bene, nonostante il cambio….

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sabato, 28 giugno 2008



Electric President - Sleep Well (Morr Music) - indietronica, synthpop - ***1/2

 

Alex Kane e Ben Cooper (anche noto come Radical Face), entrambi provenienti da Jacksonville, Florida, suonavano insieme già dal 2000, ma fu soltanto nel 2004 che decisero di dare un nome a quel progetto,che nel frattempo si era evoluto, e di registrare (in casa) delle tracce da proporre in una possibile uscita discografica. Nel 2006, finalmente, è arrivato il disco omonimo d’esordio ed è stato subito seguito da un buon riscontro di pubblico e critica, indubbiamente meritato. Ora, dopo due anni, arriva una nuova grande prova, sempre per l’etichetta tedesca Morr Music. I due provano così a fare qualcosa di egualmente valido rispetto al passato e probabilmente ci riescono. Sogni leggeri e delicati, ovattati, incontrano paure, ansie, disturbi di ogni sorta e genere…, il loro concept album dedicato al sonno (vedi titolo), è come una colonna sonora degli stati d’animo notturni. Dodici tracce di originale synthpop con un buon livello sia vocale che strumentale.

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sabato, 28 giugno 2008




No Age – Nouns (Sub Pop)
- hardcore, noise, shoegaze - ***1/2

 

Un vortice di violenta e rumorosa energia si abbatte sull’etichetta Sub Pop, arriva Nouns, il nuovo disco dei No Age, un duo proveniente da Los Angeles e composto rispettivamente da Randy Randall (chitarra) e Dean Spunt (batteria e voce), entrambi ex membri della band hardcore Wives. In un miscuglio di stili che vanno dal punk-hardcore allo shoegaze, dal noise-rock al lo-fi, le somiglianze sonore nascono spontanee riportando alla mente band del passato come My Bloody Valentine, Hüsker Dü e Sonic Youth, o i più recenti Times New Viking. Certo, con le dovute differenze…, come ho già detto i No Age sono soltanto in due. Tra le band underground californiane più promettenti degli ultimi anni, dopo aver seminato il disordine in numerosi club ed essersi fatti notare col precedente Weirdo Rippers (edito da Fat Cat Records), il duo ha visto aumentare la propria notorietà anche grazie ad articoli positivi della critica comparsi su tabloid come il New Yorker o il Los Angeles Times. Un Buon disco, consigliato.

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categoria:musica, recensioni, indie, 2008, no age