
Beth Orton - Comfort Of Strangers (Astralwerks)
Sono passati ben quattro anni da Daybreaker, forse l’album più rappresentativo della carriera di Beth Orton, cantautrice folk londinese. Il nuovo album, il quarto in ordine discografico, Comfort Of Strangers, manifesta delle importanti differenze nel suono, si può notare immediatamente la voglia di un ritorno al classico, segnato dall’abbandono della chiave elettronica che aveva arricchito e contraddistinto in passato lo stile delle composizioni. Se prima si poteva tranquillamente parlare di folktronic, grazie ad importanti collaborazioni di artisti come ad esempio William Orbit, adesso non più. La produzione di questo disco è assegnata a Jim O'Rourke, molto bravo nel suo ruolo, equilibrato nelle scelte. Questa volta, dicevamo, siamo di fronte ad uno spettacolo dove protagonista principale è la voce. È una splendida interpretazione quella di Beth, che ancora una volta ci regala gioielli di mirabile finezza. Qualcuno non sarà contento di questa “nuova” veste musicale, ad un ascolto superficiale certi passaggi possono sembrare ripetitivi. Pian piano, invece, ci si rende conto che lo scenario creato è di buon spessore, le punte di qualità molto alte. Lo spirito malinconico e gioioso a seconda dei momenti, la natura richiamante il pop, tutto entra in contatto senza difficoltà.
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