
Colder – Heat (Output/Family Affair)
A due anni da Again, album d’esordio di indubbia qualità, Colder (Marc Nguyen Tan all’anagrafe), produttore, dj e grafico di Parigi, con il suo nuovo lavoro Heat ci propone dieci nuove affascinanti perle musicali capaci di avvolgere con un sound elettronico raffinato ed elegante ed atmosfere tanto calde e sensuali quanto intrise di inquietudine notturna. I riferimenti sono chiari, Joy Division in primis, ma anche Suicide e Kraftwerk. In alcune traccie il suono prende ispirazione anche dal trip-hop di Bristol (Massive Attack). Di Marc nell’album oltre alla voce è presente basso, chitarra e laptop. È un artista abile e talentuoso, difficile riuscire oggi a creare un buon album electro-wave, emergere dal calderone, inondati come siamo dai cloni inutili che inquinano la scena, ma soprattutto non è facile reggere un confronto con i maestri del passato. I nostalgici e gli orfani di Ian Curtis troveranno in quest’album pulsanti visioni intrise di decadenza accompagnate da una voce soffusa ed incisiva. Quest’album fa venire addirittura alla mente suoni del kraut-rock alla Neu! (non si può non notarlo in "On My Mind"). E chi pensa che l’epoca wave sia terminata dovrà ricredersi.

