
Dietro il nome “Le bambole di Dresden” si nascondono la cantante e pianista Amanda Palmer e il batterista Brian Viglione. Con il loro secondo album, Yes, Virginia, propongono una nuova e affascinante ondata di energia sonora. Divenuti famosi col precedente album omonimo e col singolo Coin - Operated Boy (abbastanza richiesto per radio), il duo di Boston si ispira con la propria musica al cabaret tedesco anni ’20, il genere col quale esprimono la propria arte è per loro stessa definizione il punk cabaret brechtiano. Appaiono in questo modo tanto lontani dalle mode quanto originali, sia per la composizione che per i temi toccati, testi con connotazioni politiche non privi di provocazioni. Il pianoforte e la batteria sono due strumenti che vengono usati con vera sapienza e padronanza, ottimi mezzi e protagonisti per esprimere gli stati di nevrosi, le psicopatologie violente, se poi a questi si aggiunge la splendida voce di Amanda, sapientemente usata sia nei momenti di strilla ed urla (Modern Moonlight, Dirty Business,…), sia in quelli più delicati e malinconici (Delilah, First Orgasm,…), allora il risultato è sorprendente, non si può non rimanere affascinati da questo gruppo, dal loro mondo così strano.
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