
Morose - On The Back of Each Day (Suiteside) – slowcore, post-rock - ***1/2
La band ligure composta da Valerio Sartori, Davide Speranza e Pier Giorgio Storti, giunge al suo terzo album, la produzione è affidata all’abilità di Fabrizio Modonese Palombo. Dopo lo strambo La mia ragazza mi ha lasciato del 2002 ed il mirabile People Have Ceased To Ask Me About You del 2005, dopo qualche cambio durante questi anni di line-up, i Morose tornano con un nuovo album di slowcore e sperimentazione carico di forte emotività. L’inquietudine e la riflessione, tema al centro di tutto, è una pazzia o secondo voi si può accettare come proposta di pensiero? Certo che si può, in certi casi è necessario. Quest’album è a dir poco affascinante, il magnetismo ed il pathos accompagnano tutta la durata, la base elettrica è contaminata in varie occasioni, pianoforte, carillon, strani e svariati rumori, voci spettrali ed inquietanti, trombe, chitarra classica, come in veri e propri mosaici visivi oltre che sonori. Immaginate di entrare in un labirinto, è difficile trovare l’uscita, ma in mezzo all’agitazione e lo smarrimento puoi scorgere i colori che non conoscevi, e soprattutto sfumature importanti, preziose, rare. Una buona sorpresa per chi ancora non li conosceva, i Morose, un album importante e di indubbia qualità.

